Stimolazione Nasale, non solo Riflessologia Plantare

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La simpatico terapia: la stimolazione del sistema neurovegetativo dalle narici del naso.

Al pari dell’agopuntura, risulta essere una tecnica riflesso di primaria importanza.

Molto prima di Cleopatra si raccomandava nell’antico Egitto “di onorare la propria narice se si desiderava conservare la propria salute”.

Oggi il simbolismo del naso è per i tibetani riflesso della personalità e del comportamento reattivo di ciascuna persona. Nella panoplia di terapie riflesse, la simpaticoterapia occupa un posto privilegiato, al pari dell’agopuntura, dell’auricoloterapia, delle diverse riflessologie podali, dell’osteopatia, ecc.

Il principio adottato è quello proprio della riflessoterapia: si crea un arco riflesso che, partendo da un punto qualsiasi dell’organismo, va ad agire su un altro punto, organo o funzione, regolandone, disperdendone o tonificandone l’energia.

È in questa ottica che sono state create delle somatotopie, delle cartografie dei punti o delle zone che hanno un’azione su diverse parti dell’organismo: somatotopie auricolari, plantari, oculari, addominali e nasali.

Il francese Bossy, professore di medicina, neurochirurgo, neuro anatomista ha ricercato le basi scientifiche che stanno all’origine di una spiegazione razionale del fenomeno riflesso. Secondo lo studio di Bossy i meccanismi riflessi del sistema nervoso autonomo o sistema neurovegetativo, dipendono dal funzionamento di due grandi entità, il para simpatico anteriore e l’orto simpatico latero vertebrale. Le azioni di queste due entità sono opposte diametralmente, ed esse si regolano fisiologicamente tra loro. Tuttavia, nell’ambito di una patologia, o distonia neurovegetativa che corrisponde ad un’irregolarità e ad uno squilibrio del sistema, numerosi sintomi possono apparire in diversi punti dell’organismo che non hanno apparentemente nessun collegamento col sistema neurovegetativo, ma che sono la conseguenza diretta di un disequilibrio neuro-vegetativo, come per esempio l’ipertensione essenziale, le dismenorree, le gastriti, le enteriti, le coliti, le tachicardie, … e anche lo stress.

Come agisce la simpaticoterapia Appare evidente che le modalità di azione possono essere diverse. Si rivolgono certamente al sistema riflesso, e dunque al sistema neuro-vascolare, tramite l’orto-simpatico del quale le fibre circondano come un manicotto i vasi, situati nella mucosa riccamente vascolarizzata delle fosse nasali. Una semplice pressione su determinati punti di questa mucosa avrà per conseguenza un catione sulle fibre ortosimpatiche situate a questo livello.

Un’altra teoria che si congiunge alla prima, è il fatto che le fosse nasali sono tra l’altro innervate dal nervo trigemino, vero radar riflesso dell’organismo. Ogni azione a livello del trigemino che innerva anche i denti, avrà anche una ripercussione sul sistema neurovegetativo, ma anche sul sistema nervoso nel suo insieme, dato che il trigemino è connesso ai nervi cranici attraverso un ganglio mesencefalico di 5 centimetri di lunghezza.

Le principali pressioni in simpaticoterapia, il contatto e la trasmissione di influssi diversi (positivi e negativi), potranno essere realizzate in modo agevole verso i nervi importanti quali il nervo auditivo, oftalmico, i nervi motore dell’occhio, il pneumogastrico (digestione) ed i diversi nervi della lingua e della bocca. In questa maniera potranno essere curate numerose patologie funzionali, a condizione evidentemente che la loro causa sia un disordine neurovegetativo.

La simpaticoterapia a differenza dell’agopuntura si serve degli stiletti, non degli aghi.

Gli stiletti hanno l’estremità tonda e sono costruiti con leghe più o meno elastiche adatte alla stimolazione. Nel trattamento delle sinusiti, per le quali questa tecnica si rivela veramente terapeutica, si utilizzano invece con successo degli scovoli sterili. E comunque l’80% del lavoro di regolazione neurovegetativa può essere compiuto da una sola ed unica stimolazione: il shen-men*, il canale che regola il funzionamento di tutto il corpo.

*Un punto che si trova nell’orecchio

Articolo scritto da Samuel Debard

 

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